
Cavalier King Charles Spaniel
Il cavalier king charles spaniel discende direttamente dall’altro piccolo spaniel inglese, il king charles spaniel.
A sua volta quest’ultimo pare discendere da piccoli cani da caccia a orecchie lunghe che esistevano in Inghilteraa già nel XVI secolo: pur essendo nati cacciatori, questi cani erano già usati come cani da compagnia, tanto da essere i prediletti delle dame di corte.
Uno di questi cagnolini fu trovato fra le pieghe della gonna di Maria Stuarda dopo la sua decapitazione.
I più probabili progenitori di questi piccoli cani furono gli spaniel giapponesi (chin), che arrivarono in Inghilterra insieme ai missionari portoghesi. King e Cavalier King all’inizio erano poco differenti: dagli stessi progenitori si svilupparono cani con il muso leggermente più corto e altri con muso più lungo.
Il king charles presenta un muso più schiacciato del cavalier.
La selezione successiva preferì il cane a muso corto fino a esasperarne il tipo con musi molto schiacciati, occhi tondi e sporgenti che ricordavano un piccolo viso umano, arrivando a cani che non riuscivano più a respirare con il loro piccoli e inesistenti nasi. Insomma quello che oggi succede oggi per i gatti persiani, in cui insieme al naso va sparendo la salute.
L’uomo ha la brutta abitudine di fare scelte sbagliate e poi di disprezzare i risultati, così per king charles, dopo un periodo di gloria, cominciò una fase di declino. Dopo aver rovinato la razza, l’uomo decose che non gli piaceva più: ma questo fece la fortuna del cavalier, che continuava a essere un cane vispo, allegrissimo e sopratutto sano.
Gli amanti dei piccoli spaniel dedicarono le loro attenzioni a questa razza, selezionandola con estrema cura e nel 1928 fu stabilito lo standard e il cavalier fu conosciuto ufficialmente.
Questa razza, comunque, non è stata molto popolare: è ancor poco conosciuta, forse anche per via del nome lungo e difficile da ricordare, e comincia solo oggi a diffondersi al di fuori della Gran Bretagna.
Nel paese di origine, invece, è ben allevata e molto nota fin dai tempi di Carlo II, che pare fosse legato ai cani che presero il suo nome da un amore quasi morboso, preferendo giocare con loro piuttosto che occuparsi delle questioni di Stato.
Oggi puoi trovare bellissimi cuccioli di cavaler king anche in Italia presso molti allevamenti riconosciuti ENCI, dove puoi vedere i genitori e diverse cucciolate ruby (blenheim o tricolore).
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